I fondamenti legali

L’importanza delle reti ecologiche per la tutela della biodiversità alpina si rispecchia in numerose legislazioni, da quelle internazionali a quelle regionali. I fondamenti per una rete ecologica alpina sono in particolare la Convenzione sulla diversità biologica (CBD), Natura 2000 e la Convenzione delle Alpi. Il quadro stabilito a livello europeo viene gradualmente realizzato anche sul piano nazionale e subnazionale. A questo scopo si sviluppano strumenti individuali adattabili alle rispettive condizioni ed esigenze locali. Così, negli ultimi anni, un numero sempre crescente di paesi europei ha varato legislazioni nazionali in riferimento alle connessioni ecologiche nella natura. Ciò dimostra l’importanza che viene attribuita al mantenimento delle reti ecologiche per la tutela a lungo termine della diversità biologica.

© aliyev-heritage.org
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Convenzione delle Alpi

La Convenzione delle Alpi è una convenzione quadro degli otto paesi alpini: Germania, Francia, Italia, Austria, Slovenia, Principato di Monaco, Svizzera, Principato di Liechtenstein e Unione Europea, per la protezione e lo sviluppo sostenibile della regione alpina.
L'articolo 12 del Protocollo "Protezione della natura e tutela del paesaggio" della Convenzione delle Alpi promuove la creazione di una "rete nazionale e transfrontaliera di aree protette, biotopi e altri beni ambientali o meritevoli di protezione riconosciuti."
La messa in rete delle aree protette è stata coerentemente inserita nel Programma di lavoro pluriennale 2005-2010 della Conferenza delle Alpi. Nell'ambito del tema focale "Natura, economia agricola e forestale, paesaggio rurale" uno degli elementi più importanti è la conservazione di paesaggi, habitat e specie. Come misura mirata è citata in esso anche la rete dei biotopi. Altre misure per la costituzione di una rete transfrontaliera di zone protette e il suo collegamento con altre strutture ecologicamente significative sono indicate come priorità per il futuro lavoro della Conferenza delle Alpi (PLP, punto 2.4.).
La Piattaforma permetterà lo scambio di informazioni su misure e metodologie, il loro sviluppo e il confronto tra gli stati alpini. La Piattaforma che riunisce rappresentanti ufficiali dei paesi alpini, ma anche esperti, gestori di aree protette e membri di enti alpini, fornisce anche un collegamento importante tra mondo politico, comunità scientifica e organizzazioni ambientaliste, oltre a facilitare la collaborazione con altri settori. Nell’ambito della Piattaforma gli esperti sono attivi in tre campi specifici: accompagnamento scientifico per la creazione di una rete ecologica, attuazione di progetti, comunicazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Natura 2000

Il principale obiettivo di Natura 2000 è la tutela sul territorio della UE di una rete coerente di habitat e specie caratteristiche. In questo modo Natura 2000 supporta gli obiettivi di una connessione coerente e funzionale di habitat e biotopi. Nella Direttiva FFH, infatti, gli Stati membro sono invitati a promuovere “elementi paesaggistici di continuità” atti a migliorare la coerenza ecologica della rete di aree protette Natura 2000 (articoli 3 e 10). Questo non significa un impegno ad istituire nuove aree protette, ma – aldilà delle aree Natura 2000 – l’invito è rivolto alla predisposizione di altri elementi di connessione nella pianificazione paesaggistica.
Natura 2000 è basata sulle Direttive “Flora-Fauna-Habitat“ (Direttiva FFH 92/43/CEE) e “Uccelli“ (79/409/CEE). La rete di aree protette a livello dell’UE è a servizio della conservazione del patrimonio naturale europeo in tutta la sua diversità. Oltre a ciò Natura 2000 punta ad uno stato di conservazione favorevole delle tipologie di habitat e delle specie di importanza comunitaria, indicate negli allegati delle due Direttive. Per garantirne la rappresentatività sono state delimitate delle regioni biogeografiche di riferimento che si orientano in base ai territori di diffusione delle specie. Insieme ad altre catene montuose europee, l’arco alpino costituisce la regione biogeografica alpina (regioni di alta montagna). Un altro aspetto importante di Natura 2000 in relazione alla rete ecologica è l’impegno di assicurare nel tempo le misure di protezione e di sviluppo necessarie ai fini della conservazione delle specie e degli habitat. Per tutte le aree di interesse comunitario devono essere definite misure per la conservazione delle specie e delle tipologie di habitat della Direttiva che dovranno essere concretizzate nell’ambito di appositi piani di gestione. Un criterio dello stato di conservazione è rappresentato fra altro dalla connessione ecologica.

La Direttiva quadro europea sulle acque

Con la Direttiva quadro sulle acque vigente dal dicembre 2000 (DQA, Direttiva 2000/60/UE), l’Unione Europea ha stabilito obiettivi ambientali validi, in maniera unitaria, in tutti gli Stati membri della UE per la tutela delle acque di falda e delle acque superficiali. Pertanto la Direttiva quadro persegue un approccio ampio, integrato e sovranazionale, che pone al centro la tutela sostenibile delle risorse e il mantenimento della capacità di funzione ecologica delle acque. Lo scopo principale della DQA è che fiumi, laghi, acque costiere e acque di falda raggiungano un buono stato ecologico entro il 2027.
La Direttiva tiene in particolare considerazione la funzione ecologica delle acque in quanto habitat per diverse specie di flora e fauna. Gli obiettivi di miglioramento della condizione delle acque comprendono anche gli ecosistemi terrestri dipendenti e le loro connessioni. Un ruolo primario spetta inoltre al ripristino della connettività ecologica per gli organismi acquatici e per il trasporto dei sedimenti in sistemi fluviali sorti in maniera naturale (articolo 4 e appendice V). Solo se esiste tale connettività, ad esempio le specie migratorie come le trote, potranno raggiungere i loro habitat naturali nell’alto corso dei fiumi. Anche per gli invertebrati possono insorgere problemi dall’isolamento di singole parti di corsi d’acqua a causa, ad esempio, di dighe, impianti idroelettrici, bacini artificiali o corsi d’acqua intubati.
Con gli obblighi e gli obiettivi vincolanti dalla DQA, sono predisposti strumenti concreti per la promozione della connessione ecologica in tutte le Alpi. Infatti, con la DQA, gli Stati membri si sono impegnati a ripristinare, laddove possibile, la connettività ecologica di tutti i corsi d’acqua. L’applicazione della DQA richiede tra l’altro misure mirate al miglioramento delle strutture idriche e della connettività, come ad esempio la costruzione di impianti di risalita per i pesci o di gore in prossimità di impianti idroelettrici e dighe o lo smantellamento di tubature e di dirupi.

Legislazioni nazionali

Austria: Focalizzazione sui passaggi della fauna selvatica
Il Ministero federale per i trasporti, l’innovazione e la tecnologia (BMVIT) ha avviato una modifica della direttiva “Protezione della selvaggina“ (RVS 3.01), la quale prevede che, nella pianificazione dei trasporti e nella progettazione delle strade nonché nelle verifiche d’impatto ambientale, si tenga conto degli aspetti ecologici riguardanti la fauna selvatica, attenendosi alla direttiva che stabilisce i requisiti minimi delle strade per quanto concerne gli attraversamenti della stessa. La Österreichische Autobahnen und Schnellstrassen GmbH (ÖSAG) ha contribuito alla realizzazione (cfr. SCHWARZEL e altri 2000).
Con l’aiuto dello strumento della pianificazione territoriale ecologica per la fauna (Wildökologische Raumplanung - WÖRP), sviluppato nel 1983 dall’Istituto di ricerca per la fauna e l’ecologia di Vienna, è stato realizzato un progetto basilare di ecologia della fauna selvatica in numerosi Länder austriaci, nonché nel Cantone dei Grigioni in Svizzera e nel Liechtenstein, il cui obiettivo consiste in una permanente integrazione delle specie faunistiche nel paesaggio rurale, raggiungibile mediante l’armonizzazione della messa in rete dei biotopi e le indagini sul patrimonio faunistico. Lo WÖRP contiene una vasta pianificazione territoriale, riferita alla distribuzione territoriale delle popolazioni di animali selvatici (pianificazione basilare nazionale) e una pianificazione dettagliata regionale.
Con il patrocinio dell’ente federale per l’ambiente, sono state redatte per l’Austria liste rosse dei biotopi a rischio.

Francia: rete verde e rete blu “Trame verte et bleue”
La rete verde e blu “Trame verte et bleue” è uno dei grandi progetti nazionali elaborati in Francia nell’ambito dei dibattiti ambientali innescati con la “Grenelle de l’Environnement” nell’ottobre 2007. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di prendere decisioni a lungo termine in materia di ambiente e sviluppo sostenibile, in particolare per la difesa della biodiversità. La rete verde e blu è uno strumento di pianificazione territoriale orientato al recupero ecologico del territorio, che viene elaborato in Francia mediante una concertazione tra lo Stato, gli enti locali e un gran numero di attori dalla ricerca scientifica e dal mondo associativo.
Con la rete verde e blu, il concetto di “continuità ecologica” viene introdotto per la prima volta nella legislazione francese. La sua attuazione richiederà diversi anni e rientra nel pacchetto di misure per la tutela della biodiversità previste nell’ambito della legge “Grenelle II”. Questo provvedimento è attualmente in fase di elaborazione e prevede che lo Stato definisca degli orientamenti nazionali, in base ai quali ciascuna regione dovrà elaborare uno schema di rete di collegamento dei biotopi entro la fine del 2012. I comuni dovranno poi tener conto di queste indicazioni regionali nella propria attività di pianificazione.
Anche alcune regioni attuano iniziative a favore delle reti ecologiche. I progetti più avanzati sono quelli delle regioni Nord-Passo di Calais e Alsazia, ma anche Rodano-Alpi, Ile-de-France e Bassa Normandia hanno iniziato a muoversi.
Sin dal 1996, il dipartimento dell’Isère, che comprende molte importanti aree protette, lavora alla creazione di una rete ecologica. Nel 2001, ne è stata realizzata una mappa (REDI) e, da allora, molte sono le attività, intraprese per attuarla (ponti e gallerie, limiti di velocità, pubbliche relazioni, integrazione nei processi di pianificazione) Inoltre, i nove parchi del Massiccio Centrale intendono definire la rete ecologica per garantire un collegamento tra le Alpi e i Pirenei.
La federazione francese dei parchi naturali regionali ha sviluppato un metodo per l’attuazione di reti ecologiche all’interno dei parchi, attualmente testato da parchi come Oise-Pays de France, Scarpe-Escaut, Pilat, Caps et marais d'Opale, Haut Languedoc e Lorraine.

Germania: legge federale sulla protezione della natura
A partire dalla novellazione della Legge federale sulla protezione della natura (BNatSchG) del marzo 2002, i Länder tedeschi sono obbligati per legge a costituire una rete transregionale di biotopi su almeno il 10% del territorio regionale. L'obiettivo della rete di biotopi secondo il § 3 BnatSchG è la conservazione delle specie locali e dei loro habitat e il mantenimento e rispettivamente il ripristino di interazioni ecologiche funzionanti. Ciò richiede una procedura a tre fasi per individuare le superfici che già danno un contributo alla rete dei biotopi, il fabbisogno di ulteriori superfici adeguate e le superfici adatte a essere sviluppate. A tal scopo si deve tener conto del fatto che le interazioni ecologiche avvengono in aree di dimensioni molto svariate. Per la rete transregionale dei biotopi, prevista dal § 3 BnatSchG, è importante sia il livello internazionale che quello regionale. Tutte le zone, anche quelle che hanno già lo stato di aree protette, sono parti integranti della rete di biotopi soltanto se sono idonee al fine di raggiungere l'obiettivo citato nel § 3, comma 2 BNatSchG. Ne consegue la necessità di sviluppare dei criteri tecnici di scelta per individuare le superfici adatte. Suggerimenti in tal senso sono stati elaborati da un gruppo di esperti provenienti da istituzioni statali e regionali (BURKHARDT e altri, 2004). In applicazione di tali criteri, nell’ambito di un progetto di ricerca, è stato rilevato il patrimonio di superfici significative a livello nazionale per la rete di biotopi (FUCHS e al. 2007). Le aree della cosiddetta “cintura verde” lungo l’ex confine tra le due Germanie sono un importante elemento della rete nazionale di biotopi.

La rete dei biotopi e la strategia per la biodiversità della Baviera
Dal 1998 la creazione di una rete di biotopi estesa a tutto il territorio del Land è sancita dalla legge bavarese per la protezione della natura. L’attuazione di tale obiettivo viene perseguita in particolare mediante grandi progetti di protezione della natura. Attraverso diverse centinaia di progetti nell’ambito della rete dei biotopi della Baviera (BayernNetz Natur) vengono creati e curati diversi habitat di pregio per piante e animali rari. I progetti della rete dei biotopi della Baviera sono caratterizzati dalla stretta cooperazione tra i soggetti partecipanti (ad es. agricoltori, istituzioni, associazioni, comuni). Il sistema si basa sul principio della volontarietà di tutte le misure e su un’impostazione cooperativa. Il finanziamento dei progetti della rete di biotopi della Baviera è assicurato da diversi contributi erogati da Land, Federazione e UE. Altre possibili fonti di finanziamento sono offerte da fondazioni e contratti di sponsorizzazione.
Uno dei quattro obiettivi centrali della “strategia per la biodiversità della Baviera” consiste nel rendere ecologicamente transitabili le barriere che ostacolano gli spostamenti, come le strade e le opere idrauliche che sbarrano i corsi d’acqua. Le aree di superficie maggiore di 100 chilometri quadrati attualmente non attraversate da strade pubbliche e a bassa intensità di traffico rappresentano un elevato valore ecologico che deve essere preservato. Occorre inoltre aumentare la permeabilità ecologica di strade, linee ferroviarie e opere idrauliche trasversali. La strategia per la biodiversità della Baviera viene attuata in accordo con gli altri settori e coinvolgendo tutti i soggetti interessati, in particolare i diversi fruitori del territorio e i proprietari dei terreni.

Italia: programmi agroambientali
In Italia, i programmi di incentivazione dell’agricoltura sono definiti a livello regionale. Ciascuna Regione stabilisce, mediante un piano di sviluppo agricolo, gli obiettivi delle misure contrattuali. I programmi agroambientali sono finanziati da Stato e Regioni.
Oltre ai programmi agrari propriamente detti, esistono anche programmi relativi al paesaggio rurale, nei quali vengono proposte misure per la tutela e lo sviluppo del paesaggio. Ai fini della conservazione del paesaggio rurale tradizionale, soprattutto nelle aree montane, si provvede tra l’altro a mantenere importanti elementi strutturali storici del paesaggio, come muretti di pietra a secco o siepi, ed a promuovere altre misure di tutela del paesaggio (es. contributi ad hoc per recinti e canali di irrigazione tradizionali). I contributi per la tutela del paesaggio sono finalizzati alla conservazione di singoli elementi del paesaggio rurale. Per il mantenimento di habitat particolarmente preziosi, esistono i premi incentivanti per la tutela e il mantenimento del paesaggio (premi di superficie). Le varie Regioni elaborano linee guida, inventari e piani per la natura e il paesaggio, in base ai quali si orientano le misure e gli incentivi. Ad esempio, i maggiori oneri derivanti da coltivazioni tradizionali e gli introiti ridotti sono compensati dai premi incentivanti per la tutela e il mantenimento del paesaggio.

Liechtenstein
Con il suo coinvolgimento negli strumenti internazionali a livello mondiale e europeo, il Liechtenstein è fondamentalmente integrato nella cooperazione internazionale e rispettivamente transfrontaliera. Il Liechtenstein, uno Stato con un territorio molto piccolo, ha adottato da tempo il principio generale che gli obiettivi di politica estera, in genere, vengono coordinati sempre in stretta collaborazione con gli Stati vicini, e cioè la regione austriaca del Vorarlberg e i Cantoni svizzeri di San Gallo e dei Grigioni. Per questo motivo, per noi, la cooperazione transfrontaliera era ed è un fattore importante nel campo della natura e dell'ambiente, senza doverla definire appositamente mediante determinate leggi o altri strumenti nazionali. Tale cooperazione nel campo della protezione della natura e del paesaggio esiste, ad esempio, in settori quali ecologia delle acque, riserve forestali, zone umide, gestione delle specie selvatiche di ungulati, dei grandi animali rapaci, specie invasive, passaggi di fauna selvatica e altro.
Dal 2008 si applica il “concetto di sviluppo natura e agricoltura", per il quale negli anni scorsi sono stati elaborati ampi dati di base e nel quadro del quale, in stretta collaborazione con il settore agricolo, si realizzano progetti di rinaturalizzazione e messa in rete nel Liechtenstein, nonché corridoi transregionali con il Cantone di San Gallo e il Land austriaco del Vorarlberg.

Slovenia: Economia forestale adeguata alla natura
Le foreste rivestono un ruolo particolare in Slovenia. Con una percentuale del 56,4% in rapporto al territorio nazionale, la Slovenia si colloca al terzo posto in Europa. Inoltre, la superficie forestale è in costante aumento, a causa dell’abbandono delle aree agricole. La selvicoltura si fonda sui principi della sostenibilità, di un’economia adeguata alla natura e della multifunzionalità.
Nel “Programma di sviluppo delle foreste slovene” del 1996 sono riportati i fatti più importanti per quanto riguarda le foreste stesse e la loro funzione ai fini della conservazione della biodiversità. In considerazione del buono stato di conservazione delle foreste, della notevole superficie che ricoprono e della presenza di numerose specie che in Europa sono ormai a rischio, queste foreste sono di particolare importanza per una rete alpina. Gli habitat e le zone umide rilevanti a livello ecologico presenti all’interno delle foreste e le riserve forestali sono sottoposti a particolare tutela.
Il programma di sviluppo prevede la partecipazione delle autorità forestali nonché delle autorità venatorie e delle associazioni di cacciatori alla pianificazione territoriale, soprattutto nella pianificazione delle infrastrutture, al fine di garantire la conservazione degli habitat per la fauna.

Svizzera: Ordinanza sulla qualità ecologica e direttiva per passaggi faunistici
In Svizzera gli agricoltori, per poter ricevere contributi diretti, devono destinare almeno il 7 per cento dell'area agricola utile a superfici di compensazione ecologica (SCE). Sono considerate superfici di compensazione ecologica prati e pascoli, ricchi di specie, sfruttati in modo estensivo, terreni da strame e siepi nonché altri habitat seminaturali. Oggi le SCE occupano circa il 10% delle superfici agricole utili. A partire dal 2001 l'Ordinanza sulla qualità ecologica (OQE) offre incentivi orientati ai risultati allo scopo di promuovere non soltanto la qualità biologica, ma anche l'interconnessione di superfici di compensazione ecologica. L'interconnessione di superfici di compensazione ecologica ha la finalità di collegare le popolazioni restanti isolate mediante specie obiettivo o specie guida tipiche della rispettiva regione. La qualità dei prati viene giudicata in base a piante indicatrici. In altri tipi di habitat si aggiungono altri criteri, ad esempio per le siepi anche la struttura, la larghezza minima, la provenienza delle specie, la cura. I cantoni devono partecipare al finanziamento. I contributi per l'interconnessione e la qualità sono cumulabili. In breve tempo gli incentivi economici della OQE hanno dato come risultato, soprattutto nelle zone montane, un'ampia interconnessione e rivalutazione biologica di prati e pascoli ricchi di specie, ma in pericolo a causa dell'intensificazione e dello sfruttamento.

Con la cosiddetta Direttiva ATEC relativa al dimensionamento dei passaggi faunistici (2001) è stato stabilito che i passaggi della fauna selvatica lungo i corridoi di importanza sovraregionale debbano avere una larghezza di 45 +/- 5 m. Durante la redazione di questa disposizione l'Ufficio federale delle strade (USTRA) e l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) convenirono di risanare e costruire corridoi faunistici intersecanti la rete delle strade nazionali e principali. Questa strategia prevede nei prossimi decenni l'aumento delle possibilità di sovrapassare la rete stradale costruendo circa 50 passaggi ecologici per i mammiferi selvaggi locali. I punti di conflitto da risanare sono stati definiti in linea di massima nel rapporto sui corridoi (SRU 326). La pianificazione dettagliata – e in particolare la scelta esatta dei luoghi e dell'esecuzione architettonica nonché l'interconnessione dell'opera con il suo ambiente – viene elaborata nell'ambito di strategie cantonali. La relativa documentazione, valida per tutto il Cantone o riferita solo ai corridoi riportati nel suddetto elenco, è già disponibile in sei Cantoni e presto anche in altri. Per tre siti dell’elenco sono inoltre iniziati i progetti esecutivi dell'opera. Le informazioni provenienti dal rapporto sui corridoi – in parte completate da quelle della REN (SRU 373), anche sul posizionamento e sul grado di pericolosità dei corridoi per la fauna selvatica – sono entrate inoltre a far parte dei piani indicativi cantonali e in essi aumentano la protezione di queste importanti assi di collegamento.
I documenti possono essere ordinati nel sito www.buwalshop.ch. Rapporto sui corridoi faunistici in tedesco e francese: SRU-326-D/SRU-326-F / sulla REN: SRU-373-D/SRU-373-F; carte: SRU- 373-TD.

Approfondimenti

Trovate delle informazioni piu dettagliate sui fondamenti legali nelle seguenti pubblicazioni:

 

 

Hintergrb_OekoNetzw_de1.jpgReti ecologiche nello spazio alpino: Una relazione specifica. 2010.